giovedì 5 marzo 2009

Liscio come l'olio


Penso che la vita a due non è un "qualcosa" che va bene solo perché due persone si amano, è un processo molto più complesso, un continuo investimento in energie che in più occasioni mi sono chiesto se sia lecito investire. Tutto va bene finche è tutto bene, il primo sbaglio da parte di uno dei due e comincia la salita su di una pista oliata, gli errori innescano meccanismi di compensazione che portano ad inevitabili ed impettiti permessi e licenze d’uccidere (l’amore). La rabbia porta nebbia. Quando passata la prima fase di innamoramento e di grande coinvolgimento, subentra la routine, le energie vengono più spesso indirizzate al di fuori del rapporto ( tanto quello è uno stronzo). Permettere alla rabbia di offuscare i ricordi e il cominciare a vedere il proprio amato/a come un ostacolo al proprio essere è l’inizio della fine. Su come far andare bene le cose, sui problemi che le persone possono avere insieme e sui dubbi che ciascuno si porta dentro, non c'è giorno che non venga pubblicato un articolo, non se ne parli in tv o alla radio. Troppa sicurezza, poca voglia di far fatica, la presunzione di farcela da soli, sono solo alcuni degli errori in cui più facilmente si cade. Si potrebbe analizzare con attenzione, ripercorre la storia e ripartire dai momenti belli, ovviamente credo che sia fatica inutile, meglio guardare “Operazione paura” di Mario Bava... Io ho i miei problemi con la mia donna, quindi quello scritto sopra è un modo come un altro per esorcizzare le mi perplessità. Lei mi chiede sempre: come va? Io rispondo secco e garbato: liscio come l'olio. Spesso ci chiediamo troppe cose che entrambi sappiamo di sapere. Quello che ai più può sembrare una domanda, spesso alle nostre orecchie suona come una sentenza o una dichiarazione di guerra. Ponderare le risposte è prendere tempo sono le regole del gioco, di solito, ci guardiamo e pensiamo: ci stiamo studiando. Liscio come l'olio: che cavolo significa? Lo dico spesso, ma ignoro cosa io voglia dire . Come va? Mi ripeti. Le tue domande spesso sono una semplice informativa sul tuo sapere, la risposta che ti aspetti non è altro che un avallo alle tue tesi. Tutto liscio come l'olio, mi ostino a ripetere, è il mio timeout nell'ultimo 4°. Metto in pausa le mie paure, le nostre incertezze, i mille dubbi. Sono le sei circa di una tranquilla domenica pomeriggio abbastanza soleggiata con un lieve e dolce vento caldo, poche ore intervallano l’ultimo nostro litigio da quello che probabilmente avverrà poco prima di cena, il naturale prosieguo. Sono solo a casa e nonostante il bel tempo mi sento un po’ stanco, forse a causa delle poche ore di sonno della notte precedente. Mi metto comodo, bevo un caffè, fumo una sigaretta, leggo un po’. Mi sento strano non riesco a concentrarmi, socchiudo gli occhi voltandomi e rivoltandomi. Il sole sta per calare e l’aria si fa ancora più limpida mentre il cielo assume quelle sfumature tipiche del tramonto. Ed io intanto pur essendo circondato da tutti i comfort domestici, non riesco a trovare nulla che mi distragga o almeno che lo faccia per più di qualche secondo, continuo ad agitarmi. Riempio la vasca da bagno con acqua non troppo calda, quasi fredda come cercassi uno shock per calmare questo mi stato, qualcosa che generi una reazione e mandi via dalla mia mente e soprattutto dal mio corpo l’assurda voglia di una presenza inquieta che detronizzi la monotona stasi che mi avvolge. I pensieri ed ricordi che galleggiano nella mia mente sono alghe alla deriva, mi bagno ed intanto fantastico intorno al come non vorrei essere solo in questa vasca da bagno. Sarà il plenilunio, folli pensieri, parole vere, ma mi manchi. Non rimandare a domani, mi diceva sempre la mia mamma, e se domani fosse un giorno eccezionale? La paura dell' ignoto è un salto nel buio fatto con le pantofole. Tutti canticchiamo vecchie canzoni, spesso per sfogare rabbie e rancori. L'essere complessi è nella natura dell'uomo, l'essere complessi è la rovina dell'uomo. Mi alzo dalla vasca, ti chiamo e rido, tu provi ad arrabbiarti, ma alla fine cominci a ridere. Non so cosa vuol dire, tu odi quando lo dico, allora vorrei capire perchè continuo a dirlo, dimmi perchè ne sono ossessionato, intanto nella mia mente riecheggia: liscio come l'olio...

giovedì 13 novembre 2008

Oggi


Oggi non voglio pensare. Vorrei potermi staccare la testa dal collo e lasciarla sul comodino mentre girovago per casa solo col corpo avvolto nel mio pigiamone.
Vorrei vegetare, raggiungere uno stato comatoso o di sonno profondo. Sono stanca degli atteggiamenti che non potrei assumere ma che continuo ad avere, stanca di cose che mi infastidiscono senza senso, stanca di tutti gli altri. Di tutti quelli che sono più belli, più simpatici, più furbi, più intelligenti, più magri, più generosi, più comunisti, più buoni, più liberi di me di scegliere, più tutto. Oggi mi prendo una pausa da tutto questo; oggi stop. Mi annoia gareggiare ogni giorno, getto la spugna e vado in panchina.


Cervello off. Almeno per oggi.

lunedì 20 ottobre 2008

Una nuvola mi insegue dall'alto nella profondità dei ricordi dove prima c'era l'amore...








-Continui a parlare, ma con le tue frasi non mi aiuti a capire il tuo comportamento in questo anno.
La mia mano è ancora poggiata sul tuo capo. Non ti accarezza più come prima, ora stringe una ciocca dei tuoi capelli e li annoda e snoda senza mai fermarsi. Ad un certo punto sento qualcosa che l’afferra. Sei tu. Intrecci le dita con le mie e mi tiri verso di te. ti alzi. Sei ad un palmo dal mio viso.
Ti sento respirare. Il tuo fiato sa di menta piperita.
Il mio cuore batte troppo veloce per essere calcolato. A cinque centimetri dalle tue labbra è difficile stare normali, senza ombra di agitazione.
-per quanto tu mi odi, mi detesti, mi disprezzi in ogni fibra del mio corpo, mi aiuti e cerchi di consolarmi. E io che faccio? Distruggo ogni tuo grammo di dignità che ti è rimasta. Sono un verme, so di esserlo. Ma, anche se tu credi che io ti odi, anche se tu mi chiedessi di odiarti, non lo farei mai. No, Anna. Non vorrei, non potrei…
Le tue labbra sono vicinissime. Così vicine da poterle toccare.
Poso due dita nella sua bocca, per zittirlo completamente. I tuoi occhi smeraldo mostrano sorpresa. Ti stai chiedendo cosa sta succedendo?
Accarezzo la superficie ruvida delle tue labbra. Il tuo respiro aumenta. Sei sconcertato.
Ti rivolgo uno sguardo, per poi socchiudere gli occhi.
Appoggio dolcemente le mie labbra sulle tue. Sento la tensione che il tuo corpo emana. Mi stringi ancora la mano. C’è distacco tra noi due, ma non m’importa. Dopo questo bacio non ci rivedremo più.
Sento lo stomaco contrarsi. Sono emozionata per questo mio gesto. Con la mia mano destra gli accarezzo una guancia, l’altra se ne sta restia sulla tasca della mia giacca.
Mi stacco e lo fisso negli occhi. non leggo la sua espressione, non riesco a decifrarla.
Scuoto lievemente la testa, per riprendermi da ciò che è appena accaduto. È ora di riacquistare lucidità per riuscire a dire addio senza piangere. Mi tasto gli occhi, già in lacrime. Li strofino con leggerezza.
-Georg. Per quanto ti ho maledetto, mi sei sempre piaciuto. “Addio” è una parola triste. Ho sempre sperato di non doverla dire…ma ora, eccomi qui, a dirla a te. Addio Georg.
Aspetto una risposta, ma niente. Non una sillaba, né una consonante. Mi giro e m’incammino, sentendomi una stupida. Davvero credevo che lui potesse raggiungermi, stringermi e baciarmi come nei film? Voltato l’angolo, mi appoggio al muro e mi lascio cullare da un triste pianto.
Gli ho detto “addio”…ora e per sempre.

domenica 28 settembre 2008

Io che colore ho? Che colore voglio avere? O meglio, quale mi spetta?


Oggi è domenica sta trascorrendo l'ennesima giornata senza tempo e senza senso...
stavo studiando mentre dalla finestra della mia stanza improvvisamente in un pomeriggio cupo, in un cielo pieno di nuvoloni grigi è apparso il sole che tramontando mi ha regalato delle piacevoli sfumature di colore...
Colore...

Io che colore ho?

Ieri sera sono stata ad una festa e come capita spesso quando ci si ritrova dopo che non ci si è frequentati per un po' si sta a disagio, ma non so se il disagio è il termine adatto non è stato poi un disagio scomodo... quello tra quei presunti amici.

Sono stata a lungo da sola in disparte, sarebbero molte le motivazioni valide per giustificare il mio atteggiamento.
Avrò scelto la più semplice, la più banale o la più stupida di queste.
La verità è che in mezzo a questo arcobaleno di colori, di emozioni,vere o finte ,fatte di amicizie appena nate e di amori vecchi e nuovi
nel mezzo di un costretto giro di vite io mi sono sentita grigia,spettatrice e nello stesso tempo usurata pellicola di un film muto.

Accidiosa! ecco cosa sono e mi detesto per questo ho un carattere complesso e confuso,nella mia mente un miscuglio di pensieri provenienti da forze diverse.
Mi pervade un senso di disordine e di illogicità in cui si intrecciano reazioni contrastanti: detesto tutto ciò che ho e si desidero ciò che non ho.E come se percepissi che la mia esistenza fosse allentata in un senso di vuoto, nella noia e nella svogliatezza, in una incapacità di concentrarsi su una determinata attività, nella spossatezza e nell'ansia. Dove è il mio punto di attrazione,il polo che catalizzi tutte le componenti della mia persona, e questa perdita di scopo sembra trascinare tutto in un vuoto senza fine.

giovedì 11 settembre 2008

Sono fragile perchè...




Dopo come ci sente? Come ci si deve sentire?
Quando per una volta si blocca l’istinto, il cuore, si ferma il corso del caso

Si usa la ragione , si aziona il cervello che a lungo è stato offuscato
Si gioca a fare i duri anche se duri lo si è mai stati …

Ragionamenti macchinosi da super uomini (donne)tanta ostinazione e inflessibilità dove finiscono se ci si scioglie dinnanzi ad una rosa rossa accartocciata in un bigliettino che sta lì per te…













Mai nessuna meraviglia potrà più toccarmi
mai nessuna comprensione potrà mai guarirmi
mai nessuna punizione sarà più severa
mai nessuna condizione sarà mai più vera


Se il mio cuore avesse fiato correrebbe ancora
e invece resta lacerato dentro una tagliola
quale grado di stupore potrei superare
quale tipo di dolore potrei consumare

lunedì 28 aprile 2008

Al rosso di un semaforo


Lui è lì che mi guarda, mi legge in mente e dice di capire.
Lei ha la testa bassa ma ha gli occhi accesi, vivi e lucidi .
Loro, parlano, ridono pensano (troppo) si sfiorano ancora timidi...
Cosa stanno cercando?
Cosa stanno aspettando?
Lei ha la testa bassa ma cerca un gesto che tarda ad arrivare mentre il semaforo segna il rosso e alla radio suona una canzone quanto mai azzeccata : I still haven't found what I'm looking for - U2 .
Lei, lei e ancora lei vorrebbe cercare quegli occhi che sono lì di fianco , ma che lei non vede da quanto tempo non sfiora quelle labbra...
Dov'è finito l'Alchimista ?
Cosa ne è di questo legame?
"Eppure ogni uomo uccide il suo oggetto d’amore
che tutti mi prestino ascolto
c’è chi lo fa con un’occhiata amara e chi con la melliflua adulazione
il codardo con un bacio e con la lama il coraggioso"

venerdì 25 aprile 2008

Flusso di coscienza

La solita domanda, la solita me, il solito vicolo cieco, il solito film d'amore che ti tiene compagnia per un po' eppoi ti illude e disillude, la solita vita; insomma la solita vita che vorresti e che non s'avvera mai...
E ti resta il solito tempo che ti sembra sprecato, la solita finta dieta ed intanto gli anni passano ed io cresco sana (e bella) almeno così sembra.
Ma dietro, ma dentro cosa c'è? MANCANZE, CERTEZZE, ATTENZIONI,SPERANZE(impacchettate) RIFLESSIONI, ESPERIENZE, SENSAZIONI, RISA, DEBOLEZZE, INCERTEZZE, URLA. . .
Vorrei non aver sprecato cose troppo belle quelle che ti non tornano solo perchè pensavo di essere in ritardo, in ritardo rispetto alle faccie di cera che mi circondavano.
Vorrei che qualcuno si ricordasse di me non perchè hai il mio numero di telefono segnato sulla rubrica del cellulare, o per aver avermi conosciuto la sera prima in rete colpito dalla mia foto (fittizia) nell'avatar.
Vorrei poter lasciare qualcosa alla gente , vorrei interesse e un pizzico di rispetto, vorrei non essere la prossima scopata di turno.
E soprattutto vorrei non farmeli tutti questi pensieri e non vivere in questo tempo dove per far sentire la propria voce c'è bisogno di aprire un blog in rete.





Le mie speranze restano impacchettate belle come figlie senza dote che vogliono partire e lasciare per sempre il proprio cuore...

L' ideale

L' ideale